Buongiorno...
...Cinque potenziali nuovi clienti con cui chiudere contratti che prima, devono essere scritti. Un terzo del personale assente per malattia. Il risultato è che stai lavorando come una matta! E come ciliegina sulla torta, una rogna da sbrigare: …la settimana scorsa ti avevo chiamato per dirti che sarei passato al più presto per copiare i file della contabilità sul mio portatile in modo da avere il tempo di fare il bilancio dell’anno scorso. …Succede di lunedì sera, ti arrabbi come una pazza ed inveisci contro il monitor che hai di fronte, …maledetta abitudine di non salvare mai fino alla fine, eppure non è la prima volta che ti succede. Speri di aver perso poco o nulla del lavoro svolto fino a quel momento! Non ce la farai mai a rifare tutto entro un orario ragionevole. Con un diavolo per capello, cerchi il mio numero; chiami ed il nervoso aumenta, quando senti la mia voce registrata sul nastro della segreteria…Ti senti responsabile;…cosa dire al capo???
…Trascorso qualche minuto, ritenti …
…<<Pronto?...>>;…Cazzo!...ancora la segreteria…
Il messaggio che incidi sul nastro della segreteria, in preda all’ira, è tanto immediato quanto stupido.
…<<…Giovanni, ho fatto un casino con la contabilità! Ti aspetto domattina all’apertura dell’ufficio, VIENI!!! O te la scordi per sempre!...>>, riattacchi sbattendo il telefono, ma subito ti penti per la frase finale…, ti rendi conto in quel momento che qualcun altro al mio studio potrebbe ascoltare i messaggi della segreteria …, cerchi di essere ottimista e confidi sulla buona sorte.
Il giorno dopo, alle nove del mattino, ti chiamo sul tuo cellulare personale,
…e piuttosto arrabbiato e senza nemmeno salutarti:…
…<<…Ma ti sei rimbecillita?...>>…
…<<…In effetti ho pensato anch’io che ho detto una…>>…, cerchi di giustificarti, ma non ti do il tempo di concludere.
…<<…Una cazzata… ecco cosa hai detto!... Meno male che sono arrivato in ufficio per primo ed ho cancellato il messaggio!...>>…ed incalzandoti:…<<…Che cazzo ti passa per il cervello? … >>… Poi con un tono più conciliante:…<<…Qual è il problema?...>>…
…<<…un mare di problemi!!!…>>… Con una certa ansia mi racconti il tutto…
Io, con un tono di voce tornato perentorio:…<<…Ti aspetto fra mezz’ora nel mio ufficio! E porta il computer dove ci sono i file della contabilità…>>...
Chiami uno degli impiegati e gli chiedi di scollegare il server, te lo fai caricare in macchina e corri al mio studio. Sei un po’ preoccupata per il tono che ho usato al telefono, ti dispiace soprattutto per la nostra amicizia. Parcheggi davanti al mio ufficio ed entri, …Dall’ultima volta che sei venuta (generalmente è un altro impiegato che viene in studio a portare e/o ritirare documenti)…qualcosa è cambiato, …l’arredamento è tutto nuovo e ci sono anche altri vani adibiti ad ufficio…
<<...Giovanni?...>>, chiami a voce alta, per dissimulare un po’ il disaggio dovuto alla situazione…
Una porta a scomparsa si spalanca di colpo, sbattendo contro il fine corsa nel muro, …Irrompo come una furia nella piccola reception, ti guardo serio, i miei occhi sono di ghiaccio e tu, ti senti intimidita come una bambina colta con le mani nella marmellata. ….Attraverso velocemente il piccolo locale e punto la porta d’ingresso, infilo le chiavi nella toppa e chiudo, tu sei talmente impaurita che non ti giri nemmeno a guardare, capisci che ho chiuso perché hai sentito scattare la serratura.
…<<…Ti sei rifatta le tette?...>>, è la prima cosa che ti chiedo, senza nemmeno salutarti, come se non fossero passati circa tre mesi dall’ultima volta che ci eravamo incontrati.
…<<Si! Ti piacciono?...>>, mi rispondi con tono arrabbiato, per farmi capire che eri innervosita dalla situazione e per sottolineare quanto la mia battuta fosse “fuori luogo”….
Ma io, ignorando completamente il tuo tono di voce:…<<Fammele vedere!...>>, mentre torno verso di te che adesso sei seduta sulla piccola scrivania della reception con le mani serrate sul bordo … prima di avvicinarmi e sbottonarti la camicetta, mentre tu mi guardi incredula dal basso verso l’alto…
…Stranamente avverti una smorzarsi della tensione … dall’essere quasi impaurita, all’essere divertita nel vedere quanto fossi strafottente di ciò che fino ad un attimo prima ti avrebbe fatto urlare di rabbia…Al che sposto il reggiseno verso l’alto e dopo averti preso entrambi i seni nelle mani a coppa, ti palpeggio con forza…
…e dopo averle mollate …<<…Cazzo che belle tette!...Lo sapevo che scherzavi e che sono vere… Cos’è una terza? ….Sono quasi sicuro ci sta il mio cazzo nel mezzo!...>>, …poi stringendoti con forza il polso destro, ti tiro velocemente all’interno della stanza da dove sono uscito, con una forza tale che riesci con difficoltà a non prendere una storta alla caviglia, camminando veloce sui tacchi che indossi. E’ la stanza delle riunioni con al centro un grande tavolo ovale e diverse poltroncine tutto intorno…. Senti la mini a balze del vestitino candido che indossi, che svolazza per la velocità con cui ti tiro, ti porto in prossimità del tavolo, ti metto l’altra mano sulla nuca e ti spingo in avanti, tenendomi il braccio destro piegato all’indietro, ti fa male mentre ti schiaccio sul tavolo con la mano in mezzo alle scapole. Ti senti le tette schiacciate sul piano di legno perfettamente satinato,…Ormai mi conosci bene …sai cosa sono capace di farti…e sai che sta per accadere …alla faccia della contabilità… Il tintinnio della fibbia della cintura sul pavimento, ti fa capire che non indosso più i pantaloni, il pensiero precede di un istante lo strappo del tuo perizoma nuovo ed il tuo grido di dolore, quando ti penetro di colpo. Non sei bagnata ed è come se ti stessi stuprando, la tua vagina risponde prontamente, ma prendere la mia mazza quasi a secco, è molto doloroso. Con entrambe le mani sulla schiena ti schiaccio sul tavolo con il mio peso, riesci a malapena a respirare, ti scopo con foga, sono una furia e più ti bagni, più aumento la velocità e la profondità degli affondi. Ti sto letteralmente impalando e schiacciando sul tavolo, è più doloroso che piacevole per te e quando inaspettatamente eiaculo dentro di te, appoggiandomi sul tavolo e ritraendomi qualche centimetro, per te è una liberazione. …<<…Così impari a sparare cazzate!...>>, sibilo riprendendo fiato a mia volta.
Sai benissimo che non è ancora finita, non serve che lo puntualizzi, te lo dice il mio cazzo, ancora duro come il marmo e ben piantato dentro di te, malgrado abbia eiaculato.
Resto immobile solo qualche secondo, poi riprendo a sbatterti con inaudita energia, …Stavolta non ti schiaccio sul tavolo come poco prima, ci tengo le mani appoggiate sopra, mentre tu sei completamente abbandonata sul piano, come se fossi un buco di carne bollente da scopare, in dotazione al tavolo delle riunioni, ….si muove tutto, i monitor LCD barcollano pericolosamente. Questa volta però sei preparata, ormai sei fradicia e piena di sperma, non ti faccio male e nel giro di qualche affondo ben assestato arriva il tuo momento di godere, urli di nuovo, ma questa volta è per piacere, mentre ti contorci per gli spasmi dell’orgasmo…
…<<…Che cazzo di zoccola! Io ti sto punendo e tu godi?...>>, esclamo con voce roca, continuando a sbatterti a tutta forza e prolungando incredibilmente il piacere che stai provando, tanto che continui ad emettere gridolini ad ogni affondo, ti sto squassando il ventre a colpi di maglio e godi come una pazza.
Ti sto scopando da arrabbiato, come una furia mi ritraggo e ti giro verso di me, …ti spingo la schiena sul piano del tavolo e ti sollevo le gambe, …te le divarico al massimo possibile tenendole per le caviglie e ti infilzo ancora di colpo, …senti un rumore di sciabordio, …una sostanza fluida ti sta colando verso il basso, entrando nel solco delle natiche, …è calda, …ti solletica l’ano mentre ci passa sopra, continuando il suo cammino verso il tavolo. Immagini sia il mio sperma unito ai tuoi copiosi umori, la sostanza che sta colando fuori dalla vagina, …da un lato sei contenta che ti stia imbrattando il pertugio posteriore, dato che ti sto punendo e non sarebbe una vera punizione se non ti sodomizzassi, dall’altro, però, sei preoccupata per il vestitino, …ti ho già stracciato il perizoma e, se ti imbratto anche il vestito, faccio l’en plein ed tu non hai voglia di ripassare da casa a cambiarmi. Oltre al fatto che sarebbe imbarazzante passare in mezzo alla gente del centro, dove si trova il mio ufficio, con vistose chiazze di sperma sul tessuto candido. I tuoi pensieri non ti impediscono di goderti la punizione che sto continuando ad infliggerti, …adesso ti ho stretto le gambe, …continuo a stringerti le caviglie con entrambe le mani e ad affondarti con impeto nel ventre. Con le gambe strette il tuo piacere aumenta, lo senti da matti sul clitoride ed i tuoi gemiti di piacere sono quasi urla, …Mamma mia come mi ti sto facendo, stai veramente godendo alla grande e quando ti coglie il secondo intensissimo orgasmo, strilli come una pazza, prima che io ti piazzi una mano sulla bocca, per soffocare il casino che stai facendo. L’orgasmo è talmente intenso che ti scappa anche qualche goccia di pipì, ma non te ne accorgi fin quando non te lo faccio notare io...<<…Cazzo… sei proprio una troia… mi hai pisciato addosso!...>>, …Sono sorpreso e il tono della voce adesso è divertito, non è più tanto arrabbiato, (conoscendomi, sai che è stata tutta una pantomima, tanto per dare un po’ più di pepe alla cavalcata che comunque ci saremmo fatti). Ti sollevi sui gomiti e mi guardi divertita, mentre corro a pinguino, con i pantaloni attorno alle caviglie, verso il rotolo di carta assorbente attaccato al muro, (capisco che è una scena esilarante vedere un uomo che corre a saltelli, seminudo e con il pene duro che sussulta)…Tu hai ancora le gambe completamente divaricate, …ti senti completamente impiastricciata là sotto, dall’enorme galleria che ti ho scavato nella vagina continua a colare roba, resa ancora più fluida adesso dalla tua pipì…<<…Daresti un po’ di carta anche a me per favore?...>>, chiedi senza smettere di ridere, intanto controlli il vestito, fortunatamente è avvolto sui fianchi, quindi non si è sporcato, al massimo sarà un po’ umido per il sudore, in effetti fa un caldo boia dentro questa stanza...<<…Non è che per caso ci sono i riscaldamenti accesi?!...>>, ti informi, mentre a ‘pinguino’ torno verso di te e ti porgo una palla di carta assorbente.
…<<…Adesso ti sfondo il culo, troia! …Il caldo è l’ultima delle cose di cui dovresti preoccuparti!...>>, cerco di darmi ancora il tono da duro di poco prima, ma gli occhi sorridenti mi tradiscono, …ti guardo con desiderio mentre ti pulisci la passera con le gambe spalancate e mi porgi una nuova palla, di carta assorbente e fluidi organici da gettare.
…<<…Guarda che razza di squarcio che ho aperto nella tua fighetta stretta! Ma non ho finito… adesso ti scavo un tunnel anche fra le chiappette!”…
…<<…Non mi fare male, dai!?! Già mi hai sfondata davanti… facciamo che lo fai la prossima volta? Poi, non posso sedermi per una settimana!...>>, ribatti con voce da bambina, per farmi capire che la tua è solo scena e sei disponibile come sempre a sottoporti al mio volere.
…<<…Non ci pensare nemmeno troia! Non ti muovi da qui fin quando c’è l’ho duro così!...>>, ribatto mentre me lo impugno con la mano destra e lo appoggio fra le tue grandi labbra spalancate, te lo struscio un po’ sul clito ed il tuo movimento involontario di fianchi è molto eloquente, …tanto che mi guidi di nuovo fra le piccole labbra e ti infilzo ancora, (hai voglia del mio cazzo!...è vero tesoro???)…
Ti scopo piano, con misurata calma, senza affondare troppo, sto lubrificando il pene con i tuoi umori, ti tengo di nuovo per le caviglie e ti spalanco le gambe, …sollevo la gamba destra verso l’alto e ti lecco le dita del piede,…
…<<…Stai diventando feticista?...>>, chiedi ansimando di piacere.
ed io con voce roca:…<<…E’ un periodo che sono attratto dai piedi femminili… e tu hai dei bellissimi piedini… ti da fastidio?...>>.
…<<…Anzi… è piacevole! Solo… che non sono… proprio puliti… >>…, la mia frase esce spezzettata fra un sospiro e l’altro.
…<<…Non mi interessa! Lo trovo molto eccitante! …Preparati… adesso sono lubrificato abbastanza!...>>…, concludo eccitato, mentre ti sfilo l’asta dalla fica e la guido verso l’ano, senza smettere di leccarti le dita del piede.
Il glande viscido di umori, si appoggia sul tuo buchetto posteriore, …tu appoggi la schiena sul tavolo per rilassarti meglio e per fornirmi un miglior angolo d’entrata, trattieni il fiato mentre attendi la fitta di dolore, anche se sei completamente rilassata ed in attesa, …sai che quando te lo spingerò, ti sentirai lacerare…<<…Eccolo!...>>… do un colpo secco di reni e lo sfintere cede subito per il rilassamento, e oltre a cedere viene anche dilatato ... Ti senti spaccare in due, non riesci a trattenere un grido…, ogni volta è come se ti rompessi davvero qualcosa.
…<<…Aspetta! Aspetta! Aspetta!...>>, dici velocemente, appoggiando il tacco a spillo del piede libero nel bel mezzo degli addominali. …Io mi fermo immediatamente, ho solo il glande dentro al tuo intestino, resto bloccato per farti abituare all’enorme ingombro,…
…<<…Ahia! Mi brucia… levati un attimo!...>>, ti lamenti ancora, ma io per contro impugno anche l’altra caviglia e dopo aver spostato il tacco dal ventre, affondo con un potente colpo di reni, facendoti di nuovo strillare per il dolore.
…E mentre ti infilzo fino a metà verga:…<<…Via il dente… via il dolore!...>>…
Un colpo ancora e sei impalata dal mio cazzo, …tenti di divincolarti …ti sollevi sulle braccia e tenti di sottrarti, ma ti afferro i fianchi e non riesci a sfuggire, …ti tengo le gambe sollevate con gli avambracci sotto alle ginocchia…ancora un gridolino quando tenendoti serrata per i fianchi inizio a muoverlo lentamente dentro il tuo culetto …per poi sfilarlo e godermi lo spettacolo della dilatazione che ti ho provocato ..Tu hai il tempo di rifiatare mentre senti l’aria circolare liberamente, rinfrescandoti l’interno dei pertugi, …e poi rieccolo …lo appoggio e spingo piano, penetrandoti immediatamente nell’intestino, stavolta senza nessuna difficoltà, ormai la strada è fatta e ci vorrà un bel po’ di tempo prima che si richiuda, …senti ancora un po’ di dolore, ma non è nulla e per esperienza sai che fra poco svanirà, lasciando spazio al piacere. Intanto io ricomincia a martellare con calma, ogni colpo di reni affondo sempre più il mio palo di carne nel tuo culetto, (adesso si che ti piace, tesoro) …non senti più male, soltanto piacere, e con la mano destra ti massaggi il clito ed i tuoi gemiti involontari ricominciano a riempire il piccolo ambiente. …Ti infili due dita nella vagina e tocchi il grosso pene che ti sta aprendo l’intestino, il terzo orgasmo non tarda ad arrivare e ti imbratta le dita di copiosi e viscidi umori, …continuo a sbatterti con la solita cadenza, … Ma appena il tuo corpo smette di contrarsi involontariamente te lo sfilo lentamente, …di peso ti rigiro sul tavolo, mettendoti di nuovo a pecorina, …e te lo insacco profondamente nel culo, fino alle palle…ancora un po’ di dolore e un lamento,…ma me ne frego… e comincio a sbatterti con foga, raccogliendo i tuoi capelli in una mano e tirandoti la testa all’indietro, mentre con l’altra mano ti strizzo una tetta, …l’inculata diventa poderosa (… ci vorrà una settimana prima di poterti sedere di nuovo, ma il maltrattamento a cui ti sottopongo lo trovi eccitante…) …completamente domata e dominata dal mio cazzo, il tuo quarto orgasmo è tanto immediato quanto inaspettato e precede di pochi secondi la mia seconda sborrata, …un vero e proprio clistere di sperma caldo che ti inonda l’intestino, …godi senza gridare, …questa volta sono i miei gemiti che superano i tuoi in decibel, esausta ti abbandono sul tavolo mentre te lo sfilo dal culo e grosse gocce di sperma ti scivolano lungo le cosce…
Ti detergi le gambe con della carta e vai verso il “bagno”, cammini a gambe larghe mentre tamponi l’ano sformato con la carta, in bagno ti fai un bel bidet con l’acqua fresca, e ogni volta che lo fai, dopo aver scopato con qualcuno che non è tuo marito, ti diverti a pensare che i francesi hanno ragione, quando dicono che è un accessorio per le puttane…
Un bacio Laura…e spero di poterti inculare presto…
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