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SEMPRE DA UN FAN PARTICOLARMENTE ARRAPATO

Grazie del privè....molto bello, molte foto le conoscevo già....ti invio un'altra storia per Laura...Il cielo scende lentamente su di me oziando sui miei indumenti e sciogliendosi sul mio viso….nevica…entro infreddolito in albergo, attraverso la hall e raggiungo il bar, a volte non sò neanche in quale cazzo di città mi trovo, ma le cose seguono inevitabilmente una loro logica….ordino una birra stando appollaiato su uno sgabello, la schiuma del primo sorso mi ha imbiancato la barbetta sopra il labbro….stò aspettando lei, mi perdo nel ricordo del suo odore, dei suoi mugolii, la sua lingua è l’apogeo del piacere, la fà guizzare sul filetto del cazzo con una frequenza impressionante mentre con le labbra e con la mano non ti da un attimo di tregua; è una di quelle troie che se decide di farti venire è impossibile resisterle, mentre cerchi di resisterle lei ti parla tra un mugolio ed un altro ti sussurra di lasciarle leccare le palle, il buco del culo, ti fa promettere continuamente che glielo metterai in culo, ti dice che un cazzo solo non le basta, che vuole altri cazzi, che ha voglia di ingoiare sborra a fiumi, e intanto pompa, pompa e pompa, più di una volta ho dovuto prenderla per i capelli e staccarmela dal cazzo, per evitare di sborrarle subito in bocca, ma la fine era inevitabile sono venuto tenendola per capelli, impedendo che si staccasse dal cazzo e mi sono goduto l’espressione di quel bel faccino obbligato mandare giù tutti gli schizzi di sperma mentre la mia cappella le lambiva le tonsille…..Ero completamente perso nell’estasi di quel ricordo con un cazzo duro come il marmo, quando sento quel rumore come di un tappo che parte, di una bottiglia che si stappa, sento un senso di vittoria, ritorno nella realtà dentro il bar mi accorgo di una mosca che beve della birra caduta sul bancone, mi soffermo sulla foglia di una pianta ornamentale. Un tipo mi si siede accanto con il suo boccale e anche se non sono molto espansivo mi ci metto a parlare….il tipo è logorroico parla in continuazione, inizio a non seguirlo più sento solo il suo brusio…d’un tratto sento un profumo attraversare lo spazio attorno a me, dentro la mia mente è si riaccendono tutti i miei sensi….è lei, almeno credo, mi giro e vedo una donna di spalle camminare verso il ristotante, il suo passo è elegante, il suo corpo magro con i capelli lisci neri come la notte adagiati sulle spalle, emana sensualità, la gonna sopra il ginocchio lascia vedere le sue gambe, tornite come fusi, finire con dei piedi perfetti, in cui lo spudorato smalto rosso fuoco delle unghie contrasta con la sobria eleganza, lasciandoti perso in uno stato di eccitazione e costernazione…non si ferma prosegue il suo tragitto, forse mi sono sbagliato forse non verrà… nel mentre torno a sentire il tipo seduto accanto a me, non so come, arriviamo a parlare di cessi dei bar, il tipo mi dice che in questo stesso bar i bagni delle donne e quelli degli uomini hanno una parte in comune, in che senso? - domando io, lui mi risponde che in uno dei bagni con la tazza hanno fatto un buco sul muro. Un buco sul muro, - rifletto tra me e me e poi successivamente tra me e la birra, un buco sul muro. La mia mente perversa inizia subito le sue sporche e oscene supposizioni, mi alzo e sorridendo al tipo gli dico che vado a farmi una pisciata, lasciando sottindere non so cosa, mentre mi dirigo verso i bagni ripenso anche alla tizia a cui prima avevo osservato i piedi, fanculo penso, sarà la puttana di qualcuno e a quest’ora sarà già con una nerchia piantata su per il culo… entro nel cesso e mi dirigo verso l’ultimo bagno, quello che presumo abbia il buco e sia attaccato al bagno delle donne dalla parte opposta. Entro ed effettivamente il buco è proprio lì, con tutte intorno una serie di scritte oscene ed una serie di frecce, come se non si capisse cosa farci con quel buco,non ci penso neanche, mi sbottono i pantaloni e tiro fuori l’uccello…poco prima di metterlo dentro sento dei rumori dietro di me…ho il cazzo duro e pulsante, me ne frego e l’infilo dentro… una mano afferra il mio cazzo e una bocca lo inizia a succhiare, al di là del foro di questa parete sottile, una bocca anonima mi sta portando velocemente e inevitabilmente al piacere. Sento le tue mani stringermi alle spalle, ho un sussulto, mentre dentro di me ribolle l’urgenza di lasciarmi andare in lei. Mi avvicini le labbra all’orecchio, fai scivolare le dita sulla mia pancia. Non mi toccherai più giù. E’ questo il patto: non farai nulla per farmi godere, testimone silenziosa del mio orgasmo, appoggi la mano all’inguine solo per sentire per prima quando sarà il momento, uno spasmo mi percorre i testicoli, risale lungo l’asta. Spingo al bacino contro il muro…mi sussurri: “Godi, ora”…mentre mi svuoto nella gola sconosciuta che mi accoglie, dietro di me ti sento deglutire…..

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